domenica 26 settembre 2010

Ciao, stanotte ho avuto bisogno di pensare. Dovremmo parlare a quattr’occhi, ma forse non è nemmeno necessario. Volevo semplicemente dirti che sono perplesso; tu avevi bisogno di tempo per riflettere ed io te l’ho dato. Da quello che ho capito però, tu non l’hai sfruttato a pieno. Hai passato le tue giornate “pensando e comportandomi come  se stessi con te” (citando le parole del tuo messaggio). Ebbene non è proprio quello che mi aspettavo; non che sia felice nel dirti queste parole, però avrei voluto che ti divertissi, che sperimentassi la vita da single con le gioie e i dolori che ne comporta; e solo allora, avrei voluto capissi se effettivamente la nostra storia è importante per te oppure se è una componente della quotidianità e dell’abitudine. Insomma quello che ho tentato di fare io, capire. Provare a vivere da single per valutare le differenze invece che rivangare nel passato… Fatta questa premessa mi viene da pensare che non sei effettivamente pronta e convinta a tornare con me; piuttosto è la gelosia in alcuni miei atteggiamenti che t’ha fatto credere che io ti manco, probabilmente molto più di quanto effettivamente sia. Mi dai l’impressione che ti stai auto convincendo che è giusto così, perché d’altronde è più facile fare due passi indietro che uno in avanti. E mi chiedo dov’è finita la voglia di libertà, di divertirsi senza pensieri, di fare nuove esperienze e conoscere persone nuove, di partire per Milano e affrontare la vita con le proprie forze! Qualcosa ti aveva spinto a prendere quella decisione quel Venerdì 12; una decisione pensata da tanto tempo che probabilmente era radicata in forti motivazioni. E dove sono finite quelle motivazioni? Le hai soppresse, non le hai affrontate. E se  un giorno dovessero tornare? Allora capiresti di aver perso ulteriore tempo della tua vita. Ti prego non mentirti perché fai del male a te, a me e a noi.
Ciao

venerdì 24 settembre 2010

Se solo potessi capire meglio..

24 Settembre 2010
Che gran cazzata… eppure ero sicuro di quello che facevo!
Per l’ennesima volta mi invita a dormire da lei (sottolineerei inoltre insieme a lei nello stesso letto) e mi dice “mi raccomando, non provarci” sorridendo. Mi procura un pigiama e un asciugamano, vado in bagno a prepararmi e quando torno lei è già lì che mi aspetta nel letto. Spegniamo la luce. Ci abbracciamo, ci accarezziamo sia sul viso che sul corpo, ci diciamo un po’ di parole dolci e piano piano lei si addormenta sul mio petto. Erano le 3 di notte ed anche io riesco a placare l’adrenalina; chiudo gli occhi e mi rilasso qualche minuto.
Poco dopo lei mi stringe così forte da svegliarmi; apro gli occhi e mi fissava. Ci scambiamo qualche battuta, il cuore mi batteva fortissimo e lei l’aveva notato; nn sapevo come mascherarlo, sembrava volesse uscire fuori dal petto. Non ero eccitato, volevo soltanto baciarla. Per l’ennesima volta i nostri volti si sfiorano, ci accarezziamo e ci diamo alcuni baci sulla guancia. Ho pensato che fosse il momento giusto. Dopo l’ennesimo scambio di sguardi silenzioso e qualche bacio, le sfioro le labbra. Disastro! Lei subito gira la testa. Mi chiedo cos’è successo! Era tutto così perfetto, c’era una complicità così forte che mai avevo provato!
Lei: “che fai?”
Io: “seguo il mio istinto”
Lei: “Ti avevo detto di non provarci…”
Era dispiaciuta del mio gesto e mi chiede ripetutamente perché l’avevo fatto. Pochi giorni prima mi aveva confessato di aver avuto un debole per me in passato...a parte la rivelazione, era una delle solite provocazioni tra alle tante che mi fa! (mi fissava continuamente negli occhi per capire come reagivo)
Lei: “mi avevi sempre fatto intendere che c’era solo amicizia tra noi due”
Si aveva ragione, l’avevo sempre impostata così. Ma d’altronde il suo comportamento più volte m’era sembrato inequivocabile. Così ultimamente avevo iniziato a farci un pensierino…le cose con Francesca vanno male quindi non avrei avuto rimorsi nell’avventurarmi in una nuova esperienza.
Le ho detto che ultimamente avevo capito che lei mi piaceva; forse avevo equivocato i suoi atteggiamenti?! Lei sospira molto. Mi dice:
Lei: “Perché non me l’hai mai detto?”
Dentro di me penso: <<cos’è successo? Ho perso il tram? Me le dice tutte le sue esperienze, dai baci allo scopamico. La conosco benissimo e non m’è sembrato che fosse cambiato qualcosa nel suo modo di “attrarmi” a lei.>>
Lei è dispiaciuta del mio gesto, ma anche se ha capito la situazione non evita di mettersi faccia a faccia con me, continua ad accarezzarmi e a darmi baci. Mi abbraccia fortissimo e, da alcune parole, capisco che si trova in una situazione instabile: da una parte la spensieratezza dell’essere single ed attraente, dall’altra le ragioni del cuore. Purtroppo le due cose non convivono bene insieme
Le faccio capire che quello che ho fatto, l’ho fatto perché lo sento; che non mi sono fatto film su una storia con lei. Semplicemente mi sono trovato di fronte all’opportunità di far evolvere quello che si stava già consolidando come un legame forte. Amichevole? Forse…ma non troppo.
Abbiamo continuato a parlarne e lei m’ha fatto capire che da quel momento sarà difficile capire come comportarsi. Erano ormai le sei di mattina. Ci siamo abbracciati di nuovo e ci siamo scambiati gesti affettuosi. Dopodiché abbiamo provato a dormire, perlomeno per me, era ovvio che era difficile farlo. Ci svegliavamo spesso, e spesso mi ritrovavo i suoi occhi addosso. Era come se una sveglia ci chiamasse cosicché quando apriva gli occhi uno, lo faceva anche l’altro. Che bellissima complicità…ma mi chiedo come può esserci una complicità così forte tra due amici!!! Può esserci?
Verso le 11 ci alziamo, salutiamo con imbarazzo i coinquilini che sorridendo ricambiano. Lei mi prepara la colazione ed è dolcissima. Parliamo, ridiamo e ci raccontiamo cose del nostro passato; di quelle cose che solo con poche persone ne parli. Dopodiché sento che devo andare a casa, anche se lei mi chiede di restare per aiutarla a studiare. (aiutarla a studiare? La sera prima c’avevamo provato con risultati più che negativi)

Adesso mi sento distrutto, anche perché ho dormito pochissime ore. La sento lontana, ma dopo ieri sera la vorrei tanto vicina. Vorrei dormire di nuovo con lei per provare quel calore e quel brivido che da tanto tempo ho dimenticato.

…ho atteso troppo, ho frainteso, oppure dovevo aspettare ancora?

mercoledì 8 settembre 2010

Svegliato alle 6.50 del mattino non vedevo l'ora di sapere cosa facevi e se mi avevi pensato. Ho visto il tuo messaggio e mi si è riempito il cuore....poi ho visto anche che era un po' sgrammaticato e mi sono chiesto il perchè. Non riesco più a dormire e ti vorrei tanto sentire, abbracciare...siamo lontani e mai avevo percepito così la distanza. Ogni volta che ti scrivo ho paura di disturbarti, resto sempre a vedere se ti connetti su msn e vorrei parlarti; ma non lo faccio. Hai detto di essere stata bene senza cellulare e non mi cercavi; io non potevo che fare altrettanto.
Cazzo, chi avrebbe mai pensato di stare così male nel vederti così distante....ultimamente eravamo molto affiatati e divertiti di questo rapporto; in una settimana invece sembra cambiato tutto. Come se tu fossi di nuovo volata via e non capisco perchè. Che male.... Per te invece è tutto come prima; "ti porto nel cuore sempre" mi hai detto. Mi sembra la frase che Veronica del Grande Fratello diceva a Massimo. E intanto sono qui davanti al computer a scrivere minchiate per ammortizzare i pensieri che ho in testa.
Ieri sera ho pensato molto se scrivere l'sms; chissà se leggendolo avresti sbuffato e poi ti saresti sentita in "dovere" di rispondere. Ah pensieri pensieri....ho paura di esagerare? Che torno soffocante e poi tu definitivamente mi lasci. Brutto periodo questo, avverto che ti stai divertendo ed io non sono lì con te per goderne insieme. Quanto avrei bisogno del tuo sostegno non immagini... In questi casi tornano a fagiolo le frasi di Fabio Volo ed in particolare:
"Secondo me quando dice «ti amo» in realtà vuole dire «ho bisogno di te». Non sarà insicurezza? Incapacità di rimanere solo? Guardandolo mi viene in mente quando ho imparato ad andare in bicicletta. Era un pomeriggio di primavera, mi ricordo che mio padre mi teneva una mano sotto la sella, dopo un po’ che pedalavo mi sono accorto che mi aveva lasciato, stavo andando da solo: avevo imparato, mio padre non mi teneva più... Appena me ne accorsi caddi a terra subito. Secondo me Luca è così, crede di aver ancora bisogno di quella mano sotto il sellino. Ma l’amore non è questo, per lo meno non secondo me. Io credo che chiunque non riesca a stare bene da solo non possa conoscere il vero amore; dubito sempre di chi dice «non posso vivere senza di te»."
Mi sento proprio di dargli ragione; io sono il bambino che ha bisogno della mano sotto al sellino a causa dell'insicurezza. Paura di rimanere solo no, xchè tutto sommato la solitudine sono in grado di apprezzarla. Ma è questa la vita? Ma è giusto così? Chi può dirlo? Chi mi da la pozione magica per stare bene ed uscirne? Vi prego, qualcuno più esperto di me mi dia un aiuto!
E poi sono una testa di cazzo per due motivi: il primo perchè la notte sogno e sogno cose brutte. Questa notte infatti ho sognato che io ti facevo delle domande e tu rispondevi con frasi fatte; ad un certo punto, all'ennesima domanda, mi dici: <<Come la bambina che fa il temino a scuola. Chi? Come? Quando? Perchè?>>. E intanto continuavi a parlare con una freddezza sconcertante; da una parte mi sapevi dire parole dolci, dall'altra vedevo che eri immune alla mia sofferenza. Ti mancava totalmente quell'istinto un po' materno che ti porta a proteggere chi vuoi bene.
Il secondo motivo è legato alla sfera sessuale; mi sembra che in queste situazioni l'unica via di uscita sia distrarsi con altre ragazze per dimenticare. Un effetto "sbronza" che dura pochi attimi. E ripenso a tutte le occasioni buttate al vento in nome di qualcosa di forte da preservare. E sogno cosa avrei fatto tornando indietro! Ma tanto resta tutto lì, dentro un sogno.
E' ufficialmente presto, ma per la mia mente è praticamente tardi. Vado a distendermi sul letto e, prima di farlo, ti dedico un ultimo pensiero. Ti immagino sul treno che dormi beata per la serata passata e le amiche attorno a te. Chissà se loro sanno darti il calore che so darti io; probabilmente no, ma di una cosa sono sicuro...sanno farti divertire di più.